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Presentazione di Marina Comandini Pazienza. Nel Rinascimento era diffuso un libretto di origine medioevale diviso per capitoli in cui ad ogni "virtù" umana veniva affiancata l'immagine di un animale del quale si illustrava il comportamento. Questo libretto si chiamava "Fiore di virtù" ed era un bestiario nel quale accanto al nibbio, al delfino e al pellicano trovavano posto l'unicorno, il dragone e la calandra. Esseri mitologici ed animali quasi sempre lontani dall'esperienza percettiva quotidiana divenivano simboli per virtù umane. "Dico che non farà né fè mai Dio / animai, pietre od erbe e ciò che vedi, / ove non sia virtute, a parer mio". (Cecco D'Ascoli, "L'Acerba ). Oggi gli animali li fotografiamo e li registriamo, ma più li conosciamo più scopriamo che lo studio di essi ci porta a risposte di quesiti di cui ignoravamo perfino l'esistenza. Essi quindi continuano a rappresentare qualcosa al di fuori di noi, di cui non abbiamo esaurito i segreti e che perciò non ci appartiene totalmente. In questa diversità-uguaglianza dall'uomo, in questo continuo proporsi uguali a se stessi e paralleli a noi, essi dimostrano la loro forza e in questa forza fondiamo il nostro rispetto e il fascino che essi esercitano su di noi. Essi, questa volta naturalmente, tornano a simboleggiare qualcosa che è sempre irraggiungibile per noi, il "modus vivendi" dell'uomo in armonia con la natura che è la prima virtù senza la quale l'uomo non può comprendere e vivere pienamente se stesso. Per questo un Bestiario moderno non enumera particolari atteggiamenti umani, non distingue fra un bene e un male che non sono più così definiti, ciononostante conserva un intento emozionale e di riflessione proprio presentando gli animali per quello che sono, per la loro unicità, per la loro bellezza intrinseca, caratteristiche espresse meravigliosamente dal tratto mutevole e pieno di forza e significato dei disegni di questo libro. Che sia con abbondanza di particolari o mediante un'estrema sinteticità, Andrea
Pazienza riesce sempre a cogliere 'anima, l'essenza della loro irripetibile esistenza,
restituendo ad essi la magia delle emozioni che hanno sempre suscitato nell'uomo. |